L'evoluzione nella corsa
La “febbre” della corsa si diffonde rapidamente nel nostro Paese, con un aumento negli ultimi anni del numero di atleti che partecipano a gare organizzate con una frequenza sempre maggiore, sia su strada sia in montagna.
Questo fenomeno ha contribuito in modo significativo a contrastare la sedentarietà della nostra popolazione, poiché la partecipazione a questo tipo di gare nasce spesso per influenza di terzi, culminando in partecipazioni sempre più massicce.
Allo stesso tempo in cui cresce il gusto per la pratica dell'atletica e per i benefici che essa offre alla salute, aumenta gradualmente il numero di chilometri percorsi tra allenamenti e gare.
Il controllo dell'allenamento
Tutti si affrettano ad acquistare un buon paio di scarpe da corsa, elemento fondamentale per il comfort e la prevenzione degli infortuni, senza che vi sia un'uguale preoccupazione per la quantità di allenamento, che aumenta esponenzialmente senza tradursi a volte in un miglioramento significativo delle prestazioni sportive.
Così come ogni organismo reagisce in modo diverso a una corrente d'aria fredda (prendendo o meno il raffreddore), o subisce conseguenze diverse in caso di caduta (con una maggiore o minore probabilità di infortunio), si adatta anche in modo diverso allo stesso stimolo di allenamento.
L'assimilazione dei carichi di allenamento è strettamente correlata al passato sportivo dell'atleta, al suo livello di forma fisica e al suo potenziale fisiologico. In altre parole, l'atleta A, di fronte a un determinato ciclo di allenamenti, reagirà e si adatterà in modo diverso rispetto all'atleta B e, necessariamente, al termine di tale ciclo di allenamento, entrambi raggiungeranno livelli di rendimento completamente diversi.
Cosa dovremmo allenare…
Attualmente disponiamo di innumerevoli mezzi per controllare il tempo di allenamento e i chilometri percorsi nel corso delle varie settimane, dai dispositivi con GPS ai software specifici per la corsa resi disponibili gratuitamente per tutti i tipi di smartphone.
Pertanto, un modo interessante e motivante per controllare tutto l'allenamento svolto è confrontare l'allenamento svolto da una settimana all'altra e nel corso dei mesi.
Così come possiamo utilizzare questi strumenti per motivarci e disciplinarci, dovremmo ricorrere ad essi per verificare se stiamo facendo un allenamento eccessivo, una situazione che può facilmente portare a una minore energia fisica, pregiudicando la nostra progressione e contribuendo all'insorgenza di infortuni.
Un modo semplice per controllare questo processo è cercare di non superare incrementi del chilometraggio settimanale o mensile superiori al 10-15%.
È importante sottolineare che dobbiamo pianificare periodi di recupero e rigenerazione muscolare e fisica, attraverso settimane in cui riduciamo drasticamente l'allenamento settimanale o mensile, al fine di permettere al corpo di recuperare e assimilare l'allenamento svolto fino a quella fase.
A mio avviso, ricorrere a piani di allenamento generici gratuiti è una soluzione poco sicura, poiché ogni individuo presenta diversi stadi di assimilazione di carichi di allenamento identici, nonché capacità diverse di eseguire determinati allenamenti, sia per la loro intensità sia per la loro durata.
Tipologia di evoluzione della durata delle gare
La partecipazione alle diverse forme competitive, formali o meno, deve essere preceduta da una preparazione fisica adeguata, cercando di rendere l'esperienza il meno dolorosa possibile e di poter godere almeno in minima parte di ogni momento.
Il completamento di ogni gara può costituire un momento di superamento e di soddisfazione personale, tuttavia dobbiamo pianificare con attenzione sfide maggiori, in modo da non compromettere il nostro processo evolutivo, saltando tappe e facendo passi più lunghi delle nostre reali capacità, senza perdere di vista che, sebbene ogni gara costituisca una sfida mentale, ciò che ci sostiene e ci "spinge" fino alla fine di ciascuna è la nostra energia fisica.
Buon allenamento!
Tiago Aragão
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